03
Jan

Un saluto al 2014

Un saluto al 2014

Siamo ai primi passi di questo 2015 che si prevede non facile. Certo, molti altri Paesi, in questo mondo globalizzato, difficile, hanno vari problemi da risolvere. Problemi istituzionali, di governo, di partito, di economia. Ma anche di immigrazione, di lavoro e consumo, imprenditoria, di giovani senza scuola/formazione professionale, disoccupazione, di pensioni e della sanità.

Ma solo su un Paese pesa en bloc tutta questa montagna di negatività: l’Italia( e in Sardegna è ancora peggio). Il nostro Paese assiste , inerte, a questa disastrosa azione sistematica e collettiva, al crollo culturale,industriale, tecnologico e morale ( in Sardegna idem).

Il treno, questo direttissimo, si è fermato al capolinea e non può riprendere la corsa perchè l’aggancio alla nuova locomotiva manca. Eppure tutti, o quasi, erano convinti che il nuovo avrebbe, come promesso, rottamato il vecchio e fatto ripartire il treno fermo.Applausi, marea di applausi: poveri e ricchi, commentatori e giornalisti.

Lo hanno portato al potere con un consenso del 40% degli italiani. Un mantra ripetuto all’infinito dai suoi devoti su tutte le piazze e su tutti i canali, dai conduttori e commentatori, dai giornalisti.

Una gran balla, ma tutti, o quasi, la pensavano veramente cosi. In realtà Renzi lo ha votato poco meno del 20% degli italiani e in virtù di una legge elettorale „porcellona“ ha un potere praticamente assoluto. E da una balla all’altra, dall’abolizione del Senato ( che abolizione non è) alla riforma della pubblica amministrazione (!?), dalla scuola ai giovani ( continuamente sostenuti dagli anziani/pensionati) dal job act all’amputazione dell’art. 18, tanto per citarne alcune, abbiamo visto crescere la nostra delusione nel constatare che questo giovane uomo pieno di energia positiva, dall’aria sempliciotta e sbarazzina ma eloquente, brillante e anche simpatico ai più, deciso a rottamare il marciume, il vecchio potere, nel giro di alcuni mesi si era trasformato nel solito leader all’italiana, ambiguo, presuntuoso e arrogante e andare di pari passo, mano in mano proprio con quel vecchiume che avrebbe dovuto – e voluto – spazzare via.

Che fare nel 2015?

La parola chiave è riforme. E anche se, da questi nostri signori politici, aspettarsi un progetto che miri al bene comune, una visione strategica sia come sperare che arrivi la Befana, vogliamo augurare a tutti gli italiani che Renzi faccia davvero le riforme e non si fermi agli annunci, affinche l’Italia del 2015 non rimanga troppo concentrata sulla redistribuzione della povertà e preoccuparsi, invece, un pò più intensamente della crescita che non c’è e della riduzione della spesa pubblica.

Al Presidente Pigliaru che permette continui tagli alle organizzazioni culturali dei sardi nel mondo, contrariamente a quanto recita la LR n.7 che ne regola il funzionamento e la loro esistenza, vogliamo ricordare che le nostre comunità nel mondo rappresentano un’essenziale risorsa ed un efficace fattore di espansione della Sardegna nella sua proiezione internazionale.

Ed è questa testimonianza dell’impegno profuso in tanti settori dai nostri corregionali che è valsa alla nostra Sardegna il riconoscimento indiscusso di un crescente prestigio nel mondo.

Prestigio che , purtroppo, rischia seriamente di essere offuscato dal ruolo intrapreso, da alcuni anni a questa parte, dalla politica – o meglio – da certi politici che si sono fermati a prevedere che cosa può accadere invece di spingersi a determinare cosa deve accadere.

Crescere, maturare, essere liberi e consapevoli in un territorio che raggiunge un equilibrio tra servizi e produzione. Essere, sentirsi, trovarsi in una dimensione di continua e costante crescita se si vuole vincere questa sfida che si chiama globalizzazione. Questa strada che richiede studio e formazione professionale, una classe di dirigenti giovani – che noi ancora non abbiamo – è certamente difficile ma non impossibile.

Ecco, io, noi sardi nel mondo auguriamo al presidente Renzi e al presidente Pigliaru di riuscire agovernare pensando anche a coloro che non gli hanno dato la fiducia, vorremo poter dire ,e non solo poche volte, „bravo Renzi“, „bravo Pigliaru“, siete riusciti ad innescare il cambiamento, siete riusciti ad essere diversi.

Ai sardi nel mondo auguro di non disperdere le energie, continuare nell’impegno e di avere sempre una sede, un luogo in cui ritrovarsi.

Auguri di un sereno 2015 a voi tutti.

Pietro Casula.

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