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Feb

DEMOCRAZIA SENZA POPOLO. QUO VADIS ITALIA?

Mentre il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il presidente del Consiglio Romano Prodi cercano soluzioni alla crisi di governo e mentre i politici delle maggioranza il consenso su un programma definito in 12 punti, sembra che lo scompiglio, il caos originato dalla crisi piaccia ai nostri politici.

“Finalmente una crisi di governo”, spiritosavano alcuni membri del Parlamento, “ questo eccita, aumenta la tensione, ci tiene sotto pressione”.

In ogni altro grande Paese democratico la caduta del governo dopo solo nove mesi sarebbe stata valutata come una piccola tragedia; in Italia, invece, No. Che Romano Prodi si sia dovuto dimettere dopo il voto contrario al Senato è stato corretto, responsabile e doveroso ma certamente umiliante e vergognoso per tutta questa smembrata coalizione di sinistra. Depresso e avvilito, però, dimostra di esserlo solamente Prodi. Ai professionisti della politica, qualunque colore rappresentino, ed ai mass media loro vicini sembra, invece, trovino piacere a questa crisi che effettivamente ha dato il via ad un eccitante gioco di posti e di potere, apre possibilità a nuove costellazioni, offre nuove possibilità di carriera. La storia si ripete: ancora una volta la politica di sinistra ci dimostra- e molto apertamente – la sua insaziabile voglia masochista di crisi, di caos. E questo, specialmente a noi italiani nel mondo non piace per niente, ci fa, anzi, schiumare di rabbia. Questa non è una piccola frattura politica che si può ingessare subito e dare stabilità. Questa è una carenza ossea, un tumore osseo del sistema democratico di rappresentanza che mai fino ad oggi – in tale avanzato stadio- si era registrato. “Gli interessi della popolazione non vengono considerati. No, assolutamente no”. Due terzi degli italiani giudicano cosi, all’estero addirittura il 90% ! La rappresentanza democratica, la sovranità del popolo attraverso i suoi eletti rappresentanti perde la sua legittimazione, e questo a grande velocità . Una tale diagnosi esige ben altre risposte a quelle solite in politica . Tempo al tempo e tutto rientra nella normalità. L’Italia ha si al centrosinistra ma ha detto no a questa caotica rappresentanza politica.

L’Italia ha detto si al centrosinistra ma ha detto no a questa politica apocalitica.

Abbiamo bisogno nel centrosinistra di continuità, di equilibrio, di più dignità, di più rispetto e perché no anche dell’avversario politico se crediamo veramente in questo processo di cambiamento avviato dal governo Prodi e se non vogliamo minare la credibilità del centrosinistra. L’Italia ha si una grande esperienza di crisi politiche . Stabilità? In pratica sembra indesiderata. Ebbene cari onorati, onorevoli rappresentanti del popolo se è vero, e mi pare non ci siano dubbi ormai, che la facoltà percettiva dei nostri politici ai problemi del popolo non funziona più, ebbene allora è necessaria una basilare riforma di questo sistema attraverso nuovi strumenti che permettano la diretta partecipazione del popolo alle decisioni politiche. Una cosi grande maggioranza,cosi come si è registrato negli ultimi mesi e recentemente a Vicenza, non è l’espressione di oscure organizzazioni operanti in ambienti la cui affidabilità democratica sia dubbia o il cui senso per la realtà sia sempre da discutere. Certe maggioranze non sbagliano nelle loro valutazioni ma bisogna partire dal presupposto che non sono né ottusi né stupidi. Hanno semplicemente ragione.

Nei mass media si discute oggi su :” user generated content” – tematiche articoli che i lettori, ascoltatori e telespettatori stessi stabiliscono. Simile deve essere la formula per la politica :” vote generated politics”, ossia tradotto liberamente :

L’elettore ha il diritto di scelta. O c’è qualcuno che ha paura del popolo?

Pietro Casula

già candidato al Senato, circoscrizione Estero

Presidente Movimento per la Sardegna – Sardi nel mondo –

Neuss, 25.02.2007

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