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CRISI DI GOVERNO: DA CASULA (SARDI NEL MONDO) UNA LETTERA APERTA AL PRESIDENTE FINI

Comunicato stampa fornito all’AISE – Link AISE: CLICCA QUI.


Lunedì 15 Novembre 2010 18:39

ROMA\ aise\ – Da Pietro Casula, Presidente del Movimento per la Sardegna – Sardi nel mondo, riceviamo e volentieri pubblichiamo una “Lettera aperta” al Presidente della Camera dei Deputati, On. Gianfranco Fini. Eccone il testo. “Egregio Presidente, nella mia qualità di Presidente del Movimento per la Sardegna – Sardi nel mondo, sento il dovere di esprimere il mio dissenso a questa irresponsabile Politica messa in atto da un manipolo di parlamentari, a Lei fedeli, di cui non si è ancora capito cosa vogliono dalla vita, maturata nei mesi scorsi ed esplosa col Suo “J’accuse” in quel di Bastia Umbra. Da allora si registra negli ambienti politici una vera e propria epidemia: incontinenza verbale. I nostri politici non riescono più a contenersi – verbalmente parlando – avvelenando sempre più il clima quando, invece, la situazione attuale richiederebbe ben altro per fronteggiare i problemi di questa impietosa stagione. Ci sono centinaia di priorità ed altrettante emergenze che richiedono, invocano quasi, la presenza del governo in questo delicato momento della comunità e della politica italiana. Chi Le scrive, egregio Presidente Fini, oltre che registrare – con dolore – il sempre più crescente numero di giovani sardi che abbandonano la Sardegna – terra bruciata ormai, senza futuro, dove dilaga la miseria e la disoccupazione – sente serpeggiare, nelle lamentele dei conterranei e nella comunità “dell’altra Italia”, quella fuori dai confini geografici, segnali preoccupanti, un’aria calda, feroce, dichiarazioni di disprezzo e di odio con pericolose tendenze xenofobe, razziste. E, per rendere ancor più deprimente il panorama, si acuisce lo scontro tra il Nord e il Sud, si organizzano scioperi e gazzarre di piazza per dimostrare che il Paese non ne può più di questo governo e lo caccia a gran voce. E tutto questo in nome del “Futuro e Libertà” dell’Italia? Chiedo scusa, signor Presidente, è tanto triste il momento ma nel Suo caso , però, fa un pochino ridere. Ma, come…., Lei che, anomalia unica al mondo, fonda e presiede un partito, ma continua imperterrito anche nel suo ruolo di Presidente della Camera. Lei che, tradendo il mandato elettorale, come si è visto, dice che il PdL non esiste più ma ci sta dentro, in equilibrio incerto ma pur sempre nei posti di comando. Lei che, in coro con i fedelissimi – dissidenti ma presenti – continuate a dire che se vi vogliono rimuovere vi devono cacciare, ma di andarsene da soli non se ne parla proprio (i ministri di Fli si sono dimessi questa mattina – ndr) – si sa, la Patria ha bisogno di martiri – mi spiega signor Presidente, da dove viene e dove sia tutta questa superiorità di questa Sua destra che ha sfasciato il bipolarismo italiano? Mi chiedo quale santo ha miracolato Lei e i vari Bocchino, Briguglio, Granata, Urso etc. etc., che andate in giro a dispensare santità morale, etica, trasparenza (sic!) rispetto della democrazia e delle istituzioni (sic! sic!) e poi ricacciate il Paese nell’ingovernabilità. Complimenti! Un bel salto all’indietro di circa vent’anni nell’Italia della Prima Repubblica, con le sue congiure di palazzo, i ricatti dei leader e leaderini vari, con crisi di governo assicurate almeno ogni otto-nove mesi. E, tutto questo, in nome del “futuro e libertà” italiano, per manovrare il Paese sull’orlo del precipizio, sfasciando il presente per costruire un futuro migliore? Si può essere per questo e per quello o contro questo e quest’altro, certamente, ma, quando si è all’opposizione. Chi ha il mandato elettorale degli italiani deve governare. Punto. E se fossimo un Paese normale, serio, l’opposizione incalzerebbe il governo sulle cose da fare, progetti, proposte serie per fronteggiare le emergenze, per fronteggiare la crisi e non invocare nuovi disastri politici, mediatici e giudiziari per accelerare la fine di questo governo e sostenere più interessi di parte che gli interessi del Paese. Democraticamente, ipocritamente. Forse, dirà Lei, noi non capiamo che tutto ciò è una espressione di un gran bella politica, della vera, grande politica. Molto più probabile penso, invece, queste due cose: O Lei mente sapendo di mentire, e questo sarebbe gravissimo, oppure ci sta prendendo tutti per i fondelli e questo non sarebbe meno grave. Le auguro, Onorevole Fini, che ritrovi quanto prima ciò che, evidentemente, ha perso lungo questo Suo tortuoso camino politico, quel qualcosa che in Germania chiamano “Fingerspitzengefühl”, quel qualcosa che in Inghilterra denominano “self control”, quel qualcosa che in Francia chiamano “savoir vivre”, quel qualcosa che noi italiani chiamiamo, semplicemente, “tatto”. Sarebbe un segno maturo e civile, un segno – anche nel panorama internazionale – di un Paese libero e democratico che conosce e rispetta la diversità dei ruoli tra maggioranza ed opposizione. La nostra democrazia vive e cresce nel dibattito che nasce dalla diversità di concetti, di idee che esprimono la comunità, le associazioni, i movimenti i partiti politici. Confronto e dibattito talvolta anche duro, perché no, ma con rispetto del parere altrui. Ma ai concorsi pubblici, ai campionati nazionali ed internazionali di gogna mediatica dove vince solo chi, a prescindere dalla verità, propizia catastrofi per martellare e discreditare il suo avversario, francamente, rinunciamo con piacere. Ritroviamo, invece, il buon senso. Fiducioso, ma non troppo. Cordiali saluti, Pietro Casula”. (aise)

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